Scuola: un io che diventa un noi

09/01/2021

Rientrare a scuola con entusiasmo sarà possibile in questo momento di grande incertezza e di panico educativo?  

 La scuola è spazio di apprendimento non solo didattico, ma relazionale.  

 Il parziale fallimento della DaD, Didattica a Distanza ci ha insegnato che i nostri figli imparano dai compagni, la scuola è luogo privilegiato di sperimentazione di vita. I nostri ragazzi giocano in prima persona nella scuola tutto ciò che respirano dentro le mura di casa, nella propria famiglia.La scuola è cosa seria e “viva”. La scuola non è un ospedale, non è un’impresa che ha bisogno di tecnici per ricominciare a produrre, la scuola ha bisogno di “maestri” che prendano a cuore l’esperienza educativa scolastica nella sua totalità.  

 Il momento che stiamo attraversando è senz’altro colmo di incertezza ma apre anche a scenari nuovi, basta saperli cogliere pur nella precarietà. Le famiglie seguono le notizie scolastiche con apprensione e giustamente attendono indicazioni certe. Mancano indicazioni elaborate che non riguardino solo la questione banchi, distanziamento e mascherine. 

La scuola non sarà più quella di prima, e le famiglie lo hanno capito bene, la scuola è un appuntamento prezioso, più o meno desiderato ma prezioso. Il Coronavirus ha evidenziato di cosa siamo fatti, chi siamo e cosa ci sta a cuore. In alcune famiglie si sono riscoperte, magari con fatica ma con soddisfazione, relazioni interessanti tra fratelli e sorelle, madre e padre, in altre dove le cose erano già complicate si sono ulteriormente complicate. Ma la scuola accoglie tutti e dentro la scuola nasce un’amicizia particolare, un’amicizia civica che è più di un’amicizia ma qualcosa che lascia traccia e costruisce il bene comune, il senso civico del nostro vivere. Ognuno di noi vive e passa attraverso la sua vita costruendo un pezzo di storia. Occorre darsi un tempo, un tempo per parlarsi, un tempo per aiutarsi, un tempo per vivere in modo più autentico.