Ali di farfalla per riprendere a volare

09/02/2021

Il tempo delle vacanze estive volge al termine, per i nostri bambini della primaria, per i nostri ragazzi della secondaria di primo grado e per i nostri super adolescenti si avvicina la ripresa scolastica.  Diciamocelo francamente questa estate è volata, ma i compiti sono stati anche in queste vacanze un motivo dominante di discussione. Ne eravamo consapevoli, perché la voglia di essere più leggeri, di correre e giocare o di poter chiacchierare con gli amici era un bisogno palpabile anche per noi adulti.

Il rientro a settembre presenta certo ancora delle incertezze, si punta alla presenza in classe al 100%, ma si attendono anche indicazioni più precise rispetto alle modalità di avvio dell’anno scolastico. Dopo il lungo periodo del lockdown totale e parziale, il rientro a scuola non può non destarci qualche preoccupazione e stimolare gli interrogativi e le domande dei nostri bambini.
Come possiamo aiutare i nostri figli a riprendere il percorso guardando più agli aspetti positivi che non alle invitabili fatiche e incertezze che li aspettano, stimolandoli a spiccare nuovamente il volo?
La sveglia tornerà a suonare, lo zaino andrà preparato e forse bisognerà terminare qualche lavoro assegnato dagli insegnanti, ma nel frattempo i bambini possono essere stimolati a ricordare e raccontare qualche bella esperienza vissuta in questi mesi, qualche scoperta naturalistica, qualche momento di gioco appassionante o qualche nuova conoscenza acquisita grazie agli scambi con i nuovi amici del gruppo estivo. Forse la loro testa è ancora là, a quei momenti di libertà, senza troppi pensieri o preoccupazioni e ricordare quei bei momenti può ridestare la voglia di cercarne di nuovi anche se in una condizione diversa come quella scolastica. La creatività non manca mai nei nostri giovani, va solo stimolata.

Di cosa hanno bisogno i nostri ragazzi?

Hanno bisogno di ascolto: cerchiamo di capire se c’è qualche preoccupazione che li blocca, qualche timore legato alle norme da rispettare, ai dispositivi di protezione da utilizzare o ai cambiamenti fisici e relazionali che li aspettano. Soprattutto per chi inizia il primo anno, o per chi passa da un percorso di scuola primaria alla secondaria, o per chi dopo due anni vissuti più tra le mura di casa che nel contesto variegato di una classe, deve affrontare tra pochissimi giorni il passaggio alla scuola secondaria di secondo grado, le perplessità e le preoccupazioni possono essere molte e nascoste tra le pieghe dei loro pensieri. Ogni nuovo ordine scolastico presenta infatti richieste maggiori in termini di impegno e di capacitò di relazionarsi in modo nuovo con i docenti ma anche con i nuovi compagni di viaggio, tocca noi creare il clima perché possano esprimersi, sviluppando un ascolto attivo e partecipe.

Hanno bisogno di comprensione, hanno cioè bisogno di trovarci pronti ad accogliere le loro perplessità anche non espresse, attraverso lo sguardo attento e amorevole ci sarà più facile cogliere i segni di un’ombra o di un timore, prima che questi prendano il sopravvento o si manifestino attraverso comportamenti disturbanti che a volte divengono di difficile interpretazione.

Hanno bisogno di appartenenza, di sentire cioè che sia quando sono in casa (appartenenza al gruppo familiare con le sue regole ma anche con la sua capacità protettiva e propulsiva), sia quando sono all’interno di un gruppo classe (appartenenza sociale con le sue regole esplicite ed implicite) possono ritagliarsi il proprio spazio, possono usare le loro caratteristiche ma anche accettare le proprie e altrui fragilità e ambiguità. Prestiamo attenzione al modo in cui vivono le amicizie, a come riescono o meno ad esprimere i propri bisogni quando sono in un contesto più ampio. La casa e la scuola possono essere i luoghi (insieme agli ambienti oratoriani, sportivi e ludici) in cui molti di questi processi avvengono e si dipanano, tocca a noi: genitori, docenti, educatori, allenatori, aiutarli a proiettarsi verso i nuovi orizzonti con energia, sfruttando la base sicura che gli stiamo offrendo.  Proprio come la nostra farfalla nell’immagine iniziale, che illuminata dal sole e catturata dal profumo dei fiori vola sicura e curiosa.


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