Attendere è molto più che aspettre

09/12/2021
Siamo in attesa di un Evento che anno dopo anno si ripresenta prima di tutto per noi adulti un po’ arrugginiti, molto sicuri delle nostre certezze che diventano a volte pesi, anzi macigni da trasportare. Guardiamo, anzi contempliamo, la scena del Natale, una scena che però invita ad entrarci dentro, a mettersi in gioco, osare e rischiare. Attendere esige una posizione umana quasi fisica, di tutto il nostro corpo. L’attesa non può lasciarci indifferenti perché, in modo sconvolgente, ci pone una domanda, anzi la domanda: ma io chi sono?

Gesù Bambino che nasce non è un fatto emotivo che mette in moto solo ricordi, ma ci scuote con gioia, con letizia e fermezza, per tirarci fuori dal torpore in cui spesso ricadiamo. L’attesa, come nella maternità, cambia il volto e le fattezze della persona, perché tutto prende forma e colore secondo quella dimensione unica e particolare. Ma tutta la vita è attesa e nulla è mai scontato, basta avere occhi allenati a “guardare”.

Abbiamo attorno troppi volti tristi, con gli occhi abbassati, occorre trattenere il respiro per accogliere quella “scena”. Re-impariamo, allora, a lasciarci sorprendere.

Spesso, dentro la fatica del nostro quotidiano, a salvarci le giornate basta lo sguardo di una persona cara. La bellezza, se desiderata e accolta, ci salva, come ci testimoniano le tantissime opere d’arte che raffigurano la Natività, ovvero la storia di un Bambino, di quel Bambino, raffigurato con sua madre e suo padre a salvare le nostre storie.

Buon Attesa e buon Natale a tutti voi!

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